I pomeriggi con i bambini si sa, volano o si trascinano, a seconda di come li si riempie. C’è chi accende la televisione, chi tira fuori i pennarelli, chi cerca di inventare qualcosa che tenga impegnate le mani più del tempo che si ha a disposizione.
La plastilina comprata al supermercato è una soluzione veloce, ma ha un limite: arriva già confezionata, con i suoi colori decisi e il suo odore un po’ chimico.

La pasta di sale è tutta un’altra storia. Si prepara insieme ai bambini, si impasta, si colora, si modella. E il risultato non è solo un gioco, ma un ricordo. Perché le cose fatte con le proprie mani restano. Le altre si consumano e si dimenticano.
Altro che plastichina, la pasta di sale è la vera risposta a tutto
Non serve andare in un negozio specializzato, non servono ingredienti introvabili. La pasta di sale si fa con quello che c’è in qualsiasi cucina. Farina, sale fino, acqua. E basta. La proporzione è semplice: due parti di farina, una di sale, e tanta acqua quanta ne serve per ottenere un impasto liscio e morbido, simile a quello della pizza. Il sale agisce da conservante e aiuta la pasta a mantenere la forma una volta asciugata.
Se si vuole colorare, si aggiunge un po’ di colorante alimentare all’acqua prima di impastare, oppure si divide l’impasto in più parti e si colora ogni pallina separatamente. Non ci sono dosi precise, perché la consistenza si corregge strada facendo: se si attacca alle mani, si aggiunge farina; se si sfalda, un goccio d’acqua.
Come si prepara e quanto dura
La preparazione è un gioco in sé. In una ciotola si mescolano farina e sale, poi si aggiunge l’acqua poco alla volta, impastando con le mani. I bambini adorano questa fase: affondare le dita nella farina, sentire l’impasto che si compatta, vedere che da ingredienti separati nasce qualcosa di nuovo. Una volta ottenuta una palla liscia ed elastica, si può modellare subito. Le creazioni vanno lasciate asciugare all’aria per un paio di giorni, oppure cotte in forno a 100 gradi per un’ora, a seconda dello spessore.
Per conservare la pasta di sale non utilizzata, basta avvolgerla nella pellicola trasparente e tenerla in frigorifero: così dura una settimana. Se si asciuga, basta aggiungere un goccio d’acqua e reimpastare. Non costa nulla, non contiene sostanze tossiche, e se il bambino la mette in bocca non succede niente. Meglio della plastilina, anche perché quando si finisce di giocare non si butta via. Si asciuga, si colora, e resta. Un piccolo ricordo di un pomeriggio passato insieme.





